Cronache dal MedioEvo – Ridiamo per non piangere

A volte leggere il giornale, cartaceo oppure online, è un esercizio di pazienza.

A volte può sembrare il riassunto della puntata di uno stranissimo varietà comico.

Facendo attenzione si scopre però che forse la classe comincia ad intravedere lo stato in cui ha ridotto il nostro povero paese: un medioevo mascherato da gadget elettronici.

Solo ieri la nostra Monica ha ben chiarito lo stato d’animo di chi ha letto la notizia dell’ultimo editto comunale sulle parole da utilizzare nella PA.

Oggi assistiamo al divertente (o demoralizzante, se preferite) scambio di battute tra il nostro (oooppps !! scusate, la nostra Sindaca) e (ma che c’entra con ?).

Entrambi rievocano il Medioevo, riconoscendosi reciprocamente (ma senza vedere sé stessi) .

Pochi articoli più in là ed ecco un’ altra citazione, questa volta dalla parte opposta dell’Italia, la Sicilia. Questa volta la scenetta coinvolge 5S e (vassalli e valvassori, mi verrebbe da dire).

Giusto per ridere e per dimostrare quanto siamo moderni, la ministra (stavolta l’ho detta corretta !!) per merito sindacale, quella non laureata a capo di un dicastero che vuole i suoi dipendenti tutti laureati (ma le regole non valgono per visconti, baroni, vassalli, valvassori e valvassini, ricordatelo) si esibisce in un assolo da oscar.

Abbiamo una scuola che fallisce tutti gli obiettivi di preparazione, con aule fatiscenti e istituti che letteralmente crollano a pezzi e Lei di che si occupa ? Ma di inserire l’uso dello smartphone in classe, naturalmente. Ridete, prego, ma con discrezione.

Perché nello stesso giorno potreste leggere altre notizie sulla scuola, quelle che riguardano noi, i servi della gleba. E allora potreste scoprire che se date ai vostri figli un panino per il pranzo (perché volete nutrirli diversamente o perché non potete permettervi la mensa) sarete puniti. E’ per fortuna stata abolita la gogna, anche nella sua forma scolastica di isolamento dei bimbi in appositi spazi, ma non è stata abolita la sanzione per il mancato adeguamento alla servitù statale. Quindi, miei cari, pagate, e pagate di più degli altri.

Dopo tutte queste battute, tutte queste notizie divertenti, finiamo con una piccola, minima riflessione, anche questa suscitata da una notizia apparsa sui giornali.

Noi, servi della gleba, cittadini schiavi della macchina statale, aneliamo a vedere da vicino i nostri cari (carissimi, se guardiamo quanto ci costano) amministratori per capire com’è possibile che siano così lontani dalla realtà, quella che riscoprono nelle vicinanze di ogni elezione.

Ora capita che a Torino sia indisponibile la sala per riunire tutti i nostri cari (carissimi) amministratori, che in alternativa sia stata affittata una sala della Provincia, che i soldi per l’affitto siano finiti (vedete che anche i vassalli hanno problemi simili ai nostri) e che quindi l’amministrazione non sappia dove riunirsi, costretta a chiedere una concessione alla Regione (tutti enti pagati dai noi, pregasi notare).

E allora, sommessamente, ci permettiamo di ricordare che tutte le forze politiche della nostra città hanno impostato la campagna elettorale con uno slogan preciso: prima di tutto, le .

E quale migliore occasione se non questa per programmare una serie di consigli nelle sedi circoscrizionali, una piccola tourneé autunnale che potrebbe mostrare i volti e far ascoltare le parole dei nostri cari (carissimi) vassalli, valvassori e valvassini al popolo, a quei servi della gleba abbandonati il giorno dopo la chiusura delle urne ?

PS: per chiarezza, vassalli, valvassori e valvassini erano rappresentanti nominati dal Re per esercitare il potere in un’area. A voi le considerazioni.

 

 

 

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Autore dell'articolo: nwandy

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