Furbizia con destrezza? No con sinis-tristezza !!

Era il 5 Marzo 2015.

Come nella canzone, “eravamo quattro amici al bar”. 

In realtà sei persone con la voglia di provare. Con la voglia di rischiare, di metterci la faccia.

Dopo mesi di riunioni e di discussioni, avevamo chiaro in mente alcuni punti: la nostra città è bella, è abitata da tante belle persone, si merita molto.

Purtroppo, da troppi anni, è male amministrata. E’ gestita da un manipolo di persone che la soffocano.

Molti lo sanno, lo vedono, lo vivono sulla propria pelle.

Pochi provano a ribellarsi.

Per paura. Per mancanza di tempo. Per timidezza. Per ritrosia tipicamente piemontese.

Noi . Noi abbiamo pubblicato il nostro manifesto, urlando tutta la nostra voglia di cambiare.

E da lì siamo cresciuti. 

Abbiamo scritto comunicati stampa.

Abbiamo diffuso le nostre idee sui social.

Abbiamo fatto manifestiazioni.

Abbiamo denunciato il malcostume di chi da troppi anni è sicuro del proprio potere.

E qualcuno ha cominciato a seguirci.

Ci sono stati momenti emozionanti. Come  quando, in occasione di una in piazza Castello, in più di una occasione i passanti sono tornati indietro dopo aver dato un’occhiata di sfuggita solo per dire che avevamo un bel logo.

O quando, parlando a persone raggruppate tramite il passa parola, abbiamo ascoltato il loro apprezzamento nel trovare finalmente risposte e visioni diverse rispetto al solito.

La prima volta in televisione, chiamati per esprimere le nostre idee, è stato un punto di orgoglio intensamente vissuto.

Quando poi si sono avvicinate le amministrative il di un anno è stato ulteriormente confermato nella sua bontà dall’essere contattati da quasi tutte le forze politiche per provare a trovare accordi.

Certo non avevamo pensato alla . Neanche alla tristezza. E neanche alla furbizia (!!??) con destrezza, anzi con sinis-tristezza.

Eppure avremmo dovuto saperlo. Non si riesce ad imperare per trentacinque anni senza saper utilizzare al meglio ogni briciola di potere.

Non si guida una città per trentacinque anni senza avere la capacità di prendere (copiare?) il meglio di ciò che la città propone.

Che sia un logo, uno slogan, che siano delle o delle capacità.

Se poi sei alla frutta, perché ormai sei ben oltre l’età della pensione;

Se sei in difficoltà, perché non sei più in grado di distribuire favori e prebende come prima, visto che il denaro è ormai finito;

Se sei sotto pressione, perchè ti rendi conto che … l’altenativa è un’altra e rischi di non essere rieletto, facendo crollare tutto il sistema ultradecennale;

forse a quel punto sei disposto a carpire ogni minima potenzialità, e anche un gruppo che si è distinto, come si dice, sul territorio, può essere usato.

Certo, dispiace che, con la tipica arroganza del potere incapace, il SiAmo, che esprime con dolcezza una positività, un sentimento di amore verso una città e una , diventi un prepotente NoiSiamoTorino, l’epressione ottusa di un partito che ormai ha perso qualunque aggancio con la realtà.

Siamo orgogliosi di quanto fatto fino ad oggi e per questo inviamo oggi stesso una diffida ufficiale al nostro non amato Sindaco e al suo poco fantasioso staff.

Ma siamo anche convinti che siano gli ultimi sussulti di un regime morente, che raccoglie a e a manca (letteralmente) chiunque sia in grado di dare l’illusione di trascinare la fine un poco più in là.

Ma non servirà. Perchè loro NonSonoTorino, mentre noi SiAmoTorino.

 

 

 

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Autore dell'articolo: Andrea Peinetti

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